Frazione abitata oggi da un migliaio di persone, Fognano è adagiata su una collina ai piedi dell’Appennino, immersa in vigneti e oliveti; la si raggiunge da Montale percorrendo via Gramsci e facendosi strada lungo la bella fascia di verde che cinge l’abitato del capoluogo. Menzionato sin dall’anno 984, il borgo è intriso di storia e tradizioni; tra queste non si può non menzionare l’inossidabile Corpo musicale “Verdi”, fondato nel 1885 con il nome di Società filarmonica fognanese e oggi una delle istituzioni bandistiche popolari più antiche d’Italia. Restano incerte ancor oggi le radici del toponimo “Fognano”, che secondo alcune interpretazioni può far riferimento al “fogno”, che in vernacolo pistoiese indica un forte vento portatore di nevischio, oppure a una contrazione della locuzione latina “Fundus Agnanus”. È un fatto, invece, che Fognano sia il luogo natale dello scultore Jorio Vivarelli, autore delle suggestive opere che definiscono il locale parco pubblico monumentale, costruito intorno a una grande installazione scultorea completata dal maestro nel 1985, Il sacrificio: una morte per una vita. L’opera coincide infatti con il primo capitolo di un corpus di sette sculture appartenenti al ciclo detto Le pietre dei saggi, riflessione appassionata sulla possibilità di una umanità “nuova”, in grado di incidere sul mondo con valori finalmente positivi.
Proseguendo sulla via principale in direzione di Tobbiana, e imboccando, a destra, la stretta strada panoramica che costeggia il monte, si raggiunge la minuscola frazione di Striglianella, annunciata da uno splendido laghetto attrezzato per la pesca sportiva e da una serie di cascatelle sul corso del torrente Agna. In paese spicca la chiesetta di San Pietro, edificata nel 1914 e restaurata negli anni Sessanta-Settanta; sulla parete esterna destra si legge ancora la scritta “Scuola comunale”, che nel corso del Novecento, prima che la popolazione del paese cominciasse a spostarsi verso Montale o Montemurlo, era arrivata ad accogliere ben cinque classi di bambini.