Su un colle innalzato alle spalle dell’abitato cittadino è adagiata la frazione di Montale Alto, oggi piccolo borgo rurale dal quale si può apprezzare un magnifico panorama dei dintorni: se il cielo è limpido, gettando lo sguardo attraverso la pianura si riescono a distinguere la rocca di Montemurlo, le architetture della vicina Pistoia e addirittura il cupolone di Santa Maria del Fiore e il campanile di Giotto a Firenze. Si raggiunge Montale Alto dalla via Provinciale montalese, imboccando via Eugenio Montale all’altezza del cimitero, oppure a monte di piazza Matteotti, passando per via Crispi. Dell’antico castello difensivo poco o nulla si è conservato; resta in parte visibile, pur riconvertito in abitazione, il palazzo del Podestà, affacciato su una piazzetta caratterizzata da due piccole edicole votive: sulle sue pareti si possono osservare stemmi e lapidi secenteschi, mentre nell’atrio è ancora visibile un antico affresco di una Madonna con Bambino. Scendendo da Montale Alto lungo il versante di via Pasolini si incontra il giardino comunale detto “Parco dell’Aringhese”, che si sviluppa lungo un declivio dominato da una stele in memoria dei caduti delle due guerre e circondato da vegetazione boscosa: un ideale anfiteatro naturale immerso nel silenzio, in passato luogo votato a iniziative musicali e culturali, e oggi al centro di un programma di interventi di riqualificazione che porteranno in breve a una sua rinnovata fruibilità. Tornati sulla via Provinciale montalese e imboccata via Garibaldi ci si dirige verso la frazione di Stazione, area residenziale sparsa sulla pianura all’allacciamento con il comune di Agliana, separato da Montale dal corso della ferrovia. Lungo la strada, nei pressi dell’incrocio con via Tobagi, si incontra l’ariosa tenuta della Selva Vecchia, storica proprietà della famiglia Sozzifanti annunciata da un lungo viale alberato. Percorrendo via Pacinotti attraverso campi e antichi poderi, in cui la vegetazione autoctona si mescola curiosamente con le palme e le specie esotiche coltivate nei vivai, ci si imbatte nella moderna chiesa parrocchiale di San Giacomo, istituita nel 1981 nel quadro di una riforma promossa dal vescovo di Pistoia Mario Longo Dorni.