“Nel fianco meridionale di quest’Appennino spettante alla comunità di Montale ha origine il tripartito torrente Agna […]. Cotesta fiumana è attraversata nei suoi letti da magnifiche serre che conservano anche nella calda stagione una competente quantità d’acqua, cosicché s’incontrano lungh’essa da 20 mulini”: così Emanuele Repetti, nel suo classico Dizionario corografico della Toscana del 1855, inquadrava il panorama montalese nel contesto della campagna tra Pistoia e Prato. Montale è diversa perché, come ancora si può osservare nel carattere dei suoi abitanti, ha saputo conservare intatti negli anni spirito e vocazione: merito di una popolazione operosa, che è riuscita a tramandare, come cristallizzato, il senso profondo di un ideale passaggio del testimone tra società rurale e industrializzazione, mantenendo vive tradizioni, folklore, cultura popolare. Un viaggiatore attento, interessato a scoprire il cuore dei luoghi e a lasciarsi sorprendere dalle rotte inusuali che essi portano naturalmente a definire, troverà motivo di appagare la propria curiosità nel folto delle vie del piccolo centro, nel silenzio della pieve di San Giovanni Evangelista o nella badia di San Salvatore in Agna, tra gli orti e i torrenti che scorrono attraverso la campagna assolata, scandita dalle architetture – impossibili da non osservare – dei torrioni della villa Smilea e dei mattoni della torre del Bastogi, e ancora nei boschi fitti sulle colline di Fognano e Tobbiana, fino ai crinali dell’Appennino, al riparo della cascina di Spedaletto. Il borgo custodisce ancor oggi piccole preziosità come l’antica fonte sulfurea che, lungo l’attuale via Risorgimento, segnala la presenza della sorgente detta “delle Allegrezze” (in virtù delle decantate proprietà terapeutiche delle sue acque), o la passeggiata che, dal centro cittadino, conduce all’antico nucleo abitativo di Montale Alto, posto al culmine di un’altura da cui si domina interamente la vallata; o le tracce di memoria che, sollevate dal monumento ai Caduti collocato nella centrale piazza Matteotti e sormontate dal corso della Linea gotica, ricordano agli abitanti e ai visitatori quanta Storia ancora si possa incontrare nel piccolo della nostra quotidianità.