Una delle occasioni di festa più antiche, ancor oggi osservata con cura e devozione, è la “Festa d’Ottobre” di Tobbiana, dedicata alla Madonna del Rosario e celebrata la prima domenica del mese. La festa veniva tradizionalmente coordinata da sei capofamiglia (i “festarini”) che si occupavano di gestire le spese e preparare le veglie di preghiera che precedevano la messa e la solenne processione della domenica. Questa era aperta dal vessillo di San Michele Arcangelo e chiusa dalla statua della Vergine, portata a spalla da quattro uomini del paese; le insegne della Madonna venivano sorrette, alternativamente, dalla “priora” (una ragazza che si fosse sposata durante l’anno) e dal “priore” (un giovane non ancora ammogliato), mentre tre anziani conducevano il Crocifisso e tre ragazze portavano il vessillo delle figlie di Maria. Nello stesso periodo, a Montale, si rinnova la ventennale tradizione della “Festa d’autunno”, a base di prodotti stagionali come le frugiate, i necci e i castagnacci, i migliacci, le zonzelle, il vin brulé, mentre l’antica tradizione dei “focolai” di San Giuseppe rivive ancora oggi nella frazione di Stazione, alla vigilia della festa del santo (18 marzo): sul campo antistante la chiesa viene accatastata una gran quantità di ramoscelli sfrondati (siamo nel periodo della potatura delle piante) e quattro persone incappucciate le danno fuoco, idealmente scacciando l’inverno e salutando l’arrivo della bella stagione.