Scomparso solo pochi anni or sono, lo scultore Jorio Vivarelli (1922-2008) ha disseminato il mondo di segnali della propria arte: messaggi di pace trasfigurati nella materia viva del bronzo e del marmo. Una visita a Montale non può fare a meno di soffermarsi sulle opere raccolte nella collezione permanente di villa Smilea, recentemente inaugurata, e nel parco monumentale di Fognano, costruito intorno a una sua grande installazione scultorea all’aperto. Proprio a Fognano, Jorio era nato il 12 giugno del 1922, da famiglia di umili origini ma di spiccata sensibilità culturale. Spostatosi a Firenze per frequentare il locale Istituto d’Arte, il giovanissimo Jorio viene chiamato alle armi nei Balcani; due lunghi anni di prigionia lo trascinano dalla Bulgaria all’Ungheria all’Austria, alla Germania, da dove finalmente riesce a fuggire e a far rientro in Italia. Questa esperienza marcherà indelebilmente la riflessione sull’uomo e sulla Storia sempre idealmente posta al centro della sua ricerca di artista. Il percorso di Jorio, di ritorno alla vita civile, è destinato a intrecciarsi con altre vite, a cominciare da quella della compagna-musa Gianna Pini: l’amicizia con il grande architetto Giovanni Michelucci si traduce in un sodalizio artistico da cui scaturiscono, tra l’altro, i celebri Crocifissi per la chiesa dell’Autostrada del Sole e per la chiesa della Vergine di Pistoia, mentre l’incontro con l’architetto statunitense Oskar Stonorov condurrà alla realizzazione di grandi opere di arte urbana nelle piazze di Philadelphia e Detroit. Nel 1966, Jorio è tra i firmatari del manifesto del “Gruppo Intrarealista” di Barcellona insieme ad artisti e letterati come Giovanni Bassi, Cardona Torrandell, Federico Fellini, Cesáreo Rodríguez-Aguilera; in quel periodo, e nei decenni successivi, l’artista si concentrerà sul lavoro di medaglista e sul concepimento di grandi opere pubbliche come il monumento a Giacomo Matteotti sul lungotevere a Roma e l’Inno alla vita per la città di Nagasaki. Un artista di pace in un mondo costantemente in guerra.