Fin dal XIX secolo i documenti montalesi testimoniano l’eccezionale presenza sul territorio di ville, fattorie e tenute nobiliari: oltre alla Smilea, si fa sovente riferimento a villa Scarfantoni, villa Palandri, Mangoni, Baldi, Guicciardini e altre ancora. Tra le più significative non si può non far menzione della villa Colle Alberto, adagiata sul colle a monte di via Risorgimento, che dal capoluogo risale verso Fognano: edificata all’inizio del Seicento per volontà del conte Alberto Bardi, e rimaneggiata nel secolo successivo su progetto dell’architetto Gherardo Silvani, fu acquistata nel 1810 dai Guicciardini di Firenze, che realizzarono la scalinata e il portale della facciata nord. Colle Alberto è oggi proprietà dell’Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia che, su lascito del cavalier Clemente Rospigliosi, ne impiega gli spazi con attività culturali e sociali. L’edificio si sviluppa su tre piani: grazioso il piano nobile, riccamente decorato con figure allegoriche e vedute naturalistiche. Tra gli annessi della tenuta, a breve distanza dalla struttura principale della villa, merita soffermarsi sulla piccola chiesa di Santa Cristina, fondata in epoca medievale (ne sono testimonianza l’abside e il trecentesco affresco visibile sulla parete destra) e rilanciata a metà del Settecento, allorquando l’arcivescovo di Firenze attestò l’autenticità della reliquia della santa ivi conservata, un frammento osseo riposto ancor oggi in una teca di bronzo dorato. Da via Giuseppe Giusti, attraversato il piccolo ponte sul torrente Settola, si raggiunge invece la sobria struttura della villa di Malcalo, abitazione del novelliere Gherardo Nerucci e, negli anni della sua permanenza, sede della scuola rurale da lui stesso istituita. Spostandosi dalla Smilea verso la stazione ferroviaria di Montale-Agliana, lungo via Garibaldi, è impossibile non notare poi la curiosa doppia torre circolare di villa Bastogi, anche detta “Jandaia”, eclettica costruzione in laterizio che, in epoche recenti, è stata sede designata per laboratori d’arte contemporanea, nonché studio dell’artista Tosco Andreini, che dal 2001 si è occupato del recupero della “Torre Rossa” posta sul lato settentrionale del complesso.